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#27 - LA MAPPA CONCETTUALE

Attraverso una mappa analizziamo i concetti principali e caratteristici del bromografo:



Le parole che riassumono i concetti principali del bromografo sono:
  • Elettronica: la scienza su cui si basa;
  • Fotoincisione: la tecnica su cui si basa;
  • Radiazione ultravioletta: il principio fisico su cui si basa;
  • Esposizione: alla luce ultravioletta per poter stampare l'immagine del master sulla basetta;
  • Proprietà dei materiali: da sfruttare per avere una maggiore trasmissione;
  • Esperienza e sicurezza: necessarie per poter utilizzarlo;
  • Realizzazione del circuito stampato: obiettivo finale dell'uso del bromografo.

#12 - NEL CINEMA

Spostiamoci nel campo cinematografico e concentriamoci sui circuiti stampati, poichè la loro produzione è l'obiettivo finale dell'uso del bromografo.

Explorers è un film di fantascienza del 1985, diretto da Joe Dante, in cui un gruppo di ragazzi costruisce un'astronave e stabilisce un primo contatto con alcuni extraterrestri. 
Significative sono le scene in cui Ben, un ragazzino appassionato di fantascienza, sogna di volare su schemi di circuiti stampati.

https://youtu.be/eJuy7LTBJk0


Oltre ai circuiti stampati, abbiamo visto che di notevole importanza sono le lampade ultraviolette.

Queste assumono un ruolo fondamentale nel film horror "Lights  Out - Terrore nel buio" diretto da David F. Sandberg nel 2016.
Nel film la lampada UV permette ai protagonisti di vedere la presenza di Diana, ragazza rimasta uccisa e trasformata in un mostro, e alcune scritte significative sui muri.








#10 - I LIBRI

Vediamo una bibliografia del bromografo:

  • Ministero dell'Aeronautica, "Istruzione sull'uso del bromografo 20x26 Mod.1936 per laboratori fotografici", Roma: Orlandi, 1936 (vedi qui);

  • Valter Narcisi, "Elettronica Flash n°195, giugno 2000" ,  Felsinea, 2000 (vedi qui);


  • Pier Calderan, "Robot fai da te, invenzioni DIY per hobbisti, artisti e maker", Apogeo, 6 giugno 2012 (vedi qui);
  • Salvio Giglio, "Il bromografo di CADZINE" inserto speciale allegato al n°6 novembre 2014 di CADZINE, Cadzine, 2014 (vedi qui).



#09 - GLI INVENTORI

Poiché il bromografo ha come risultato finale la produzione di un circuito stampato, in questo post ci focalizzeremo sugli inventori di quest'ultimo.

Tutto ebbe inizio nell’età dorata americana (1879 – 1900). Negli Stati Uniti, dopo la guerra civile, la produzione era in forte espansione e proprio in quel periodo vi furono importanti scoperte nel campo dell’elettromagnetismo.

Il primo brevetto di un circuito stampato venne depositato nel 1903 dall’inventore tedesco Albert Hanson, che produsse un modello circuitale formato da un conduttore piano in alluminio posto su un substrato dielettrico. Hanson nel suo brevetto descrisse anche il concetto di foro passante, ovvero un foro attraverso due strati collegati da fili perpendicolari per stabilire una connessione elettrica.

I circuiti di Hanson furono usati per semplificare le centraline telefoniche. Secondo gli standard attuali, queste schede sembrerebbero molto grezze. Tuttavia, i circuiti di Hanson hanno molti tratti comuni con i circuiti stampati odierni, compresi le piste conduttrici su entrambi i lati collegate da un foro passante.

Nell'invenzione dei circuiti stampati ebbe un ruolo fondamentale anche Paul Eisler: durante la Seconda guerra mondiale inventò un prototipo e riuscì successivamente a depositare il brevetto di PCB (printed circuit board) con strati di rame su un substrato di vetro non conduttivo, modello simile a quello usato tutt'ora.

#04 - LA SCIENZA

La scienza su cui si basa il bromografo è l'elettronica, ossia la parte della fisica e dell'elettrotecnica che studia le azioni dinamiche degli elettroni, nel vuoto e nella materia, e l'applicazione pratica dei fenomeni fisici connessi con il movimento delle cariche elettriche nei solidi e nei fluidi. Inoltre l'elettronica è alla base della progettazione dei circuiti elettrici (come appunto i PCB, circuiti stampati). 

Più precisamente però il bromografo si basa su una tecnica di lavorazione detta fotoincisione, dove lo scopo è incidere un'immagine, importata o generata dal computer, su un pezzo di metallo tramite l'asportazione di materiale e l'annerimento di zone specifiche della superficie del materiale stesso riproducendo l'immagine voluta.

L'elettronica nella storia

L'elettronica nacque all'inizio del 1900 con le invenzioni di Guglielmo Marconi e di Nikola Tesla, anche se si sviluppò principalmente dopo la prima guerra mondiale con il "boom" della radio. Nella seconda guerra mondiale si ebbe una nuova svolta con l'invenzione dei transistor e da lì questa scienza è in continua evoluzione.


#03 - GLOSSARIO

Il bromografo, in campo elettronico, è lo strumento che permette di stampare l'immagine del master sulla basetta presensibilizzata.

Un bromografo per circuiti stampati è solitamente costruito come una cassetta chiusa, nella quale si trovano due o più lampade a radiazione ultravioletta. 
Vediamo adesso le principali componenti:
  • Scatola in legno o vecchio scanner: dove vengono inserite le lampade UV;
  • Lampade UV: servono per trasferire, su una basetta ramata presensibilizzata, le piste del circuito;
  • Lastra di vetro: serve per far aderire bene il master alla basetta;
  • Timer: serve per regolare l'esposizione alle radiazioni ultraviolette.

Inoltre, un ruolo fondamentale nell'uso di questo strumento è svolto da:
  • Master: è un disegno, effettuato utilizzato un programma di CAD al computer, sul quale sono riportati tutti i collegamenti elettrici;
  • Basetta presensibilizzata: è il supporto in materiale isolante dove viene stampato il circuito, è coperta da una pellicola protettiva che evita alla superficie sensibile di esporsi alla luce ambiente prima dell'utilizzo

Link:

#01 - IL NOME

Il bromografo è uno strumento per la fotoincisione in fotografia e per quanto riguarda l'elettronica è usato comunemente per la produzione, soprattutto a livello amatoriale, di circuiti stampati (PCB). 
Il suo nome deriva dall'uso che se ne faceva in fotografia, dove i negativi usati per la duplicazione erano realizzati in bromuro d'argento.
Per quanto riguarda l'etimologia, il termine "bromografo" è composto da "bromo" (dal francese "brome") e "-grafo" (dal greco "γράφω").
In inglese e tedesco è detto "bromograph"  mentre in spagnolo rimane "bromografo".

In questo blog approfondiremo maggiormente l'ambito elettronico, per permettere agli appassionati di impararne il suo funzionamento, la sua storia e molto altro...





Link:

- https://educalingo.com/it/dic-it/bromografo

- https://it.wikipedia.org/wiki/Bromografo


#28 - LA SINTESI FINALE