Come già raccontato nello STEP #11, l'azienda principale nel nostro territorio che produce bromografi è la Comec Italia.
Qui sotto è riportato il "Bromografo UV BR 50 M".
Come già raccontato nello STEP #11, l'azienda principale nel nostro territorio che produce bromografi è la Comec Italia.
Qui sotto è riportato il "Bromografo UV BR 50 M".
A come "Alluminio", indispensabile per permettere l'omogenea propagazione dei raggi UV
B come "Basetta presensibilizzata", dove viene stampato il circuito
C come "Circuito stampato", elemento prodotto dal bromografo
D come "Disegno diretto", alternativa alla fotoincisione per realizzare circuiti stampati
E come "Elettronica", la scienza su cui si basa il bromografo
F come "Fotoincisione", la tecnica su cui si basa il bromografo
G come "Gie-Tec GmbH" azienda produttrice di bromografi
H come "Herschel" l'inventore della cianotipia, processo in cui il bromografo è fondamentale
I come "Immagine", del circuito che viene stampata sulla basetta
L come "Lampada", elemento essenziale del bromografo
M come "Master", è la raffigurazione del circuito fatta tramite CAD
N come "Novecento", è appunto durante il 1900 che si sviluppa il bromografo
O come "Ozono", alcune lampade per il bromografo prendono il nome di "generatrici di ozono"
P come "Purezza" del vetro di quarzo per permettere la trasmissione della luce UV
Q come "Quarzo", le lampade sono fatte di vetro di quarzo
R come "Rame", elemento principale delle basette
S come "Scanner", per costruire autonomamente un bromografo è un elemento indispensabile
T come "Timer", di cui sono muniti alcuni bromografi
U come "UV", i raggi che permettono l'incisione del circuito
V come "Vetro", parte dello strumento
Z come "Zinco", alcune lastre di incisione per il bromografo sono fatte di zinco
I francobolli riportati rappresentano l'evoluzione delle lampadine: dalla vecchia ad incandescenza, all'alogena, per poi passare alle moderne ed efficienti lampadine a LED.
Ho deciso di dedicare il post alle lampadine perché le più vecchie, come quelle ad incandescenza, presentano la criticità dell'emissione dei raggi ultravioletti, il fenomeno su cui si basa il funzionamento del bromografo.
In questo post ci immergiamo negli archivi di Espacenet per capire i primi passi nella storia del bromografo.
In questo post vediamo due viste dei principali bromografi: a faccia singola e a doppia faccia. Queste ci permettono di vedere le diverse componenti e il loro montaggio.
Bromografo "fai da te" a faccia singola
Ecco alcuni numeri caratteristici del bromografo:
La tassonomia (dal greco: τάξις, tàxis, ordinamento e νόμος, nòmos, norma o regola) è la disciplina che si occupa della classificazione gerarchica di esseri che siano viventi o anche inanimati.
Per capire meglio il bromografo vediamone un albero tassonomico.
La pubblicità presentata nel Gebrauchsgraphik vol.3, n°4 dell'Aprile 1926 vuole promuovere il bromografo nel campo della fotografia, dove la macchina è utilizzata per lo sviluppo multiplo e la stampa di fotografie da un negativo su un rotolo di carta continuo.
Spostiamoci nel campo cinematografico e concentriamoci sui circuiti stampati, poichè la loro produzione è l'obiettivo finale dell'uso del bromografo.
Oltre ai circuiti stampati, abbiamo visto che di notevole importanza sono le lampade ultraviolette.
Attualmente diverse aziende producono bromografi, tra queste citiamo Gie-Tec GmbH e Comec Italia.
Gie-Tec GmbH
Qui sotto è riportato il modello Vakuum UV-Belichtungsgerat.
Comec Italia
Comec Italia nasce nel 1970 a Cavaria in provincia di Varese, Italia ad opera della famiglia Baggini.
Dopo un inizio in cui si valuta il mercato partendo sempre dal settore industriale e della stampa, si approda alla straordinaria tecnica della stampa a tampone: Comec infatti porta la tampografia in Italia e da più di 45 anni si occupa di allargare il mercato e sviluppare questa tecnologia nel modo migliore.
Qui riportato il modello BR35M.
Approfondiamo l'uso del bromografo e vediamo il suo legame con un curioso processo fotografico: la cianotipia.
Bromografo usato nella cianotipia